Calabria e bergamotto

cassetta di bergamotto

Calabria e bergamotto

La Calabria jonica ha il monopolio sull’agrume più pregiato al mondo: il bergamotto. Un patrimonio botanico cresciuto di importanza nel corso degli anni, già con l’olio essenziale, estratto dalla buccia, utilizzato dall’industria mondiale della profumeria fin dal 1700.

Oggi, dopo le scoperte scientifiche, tutto il frutto viene lavorato per una svariata gamma di sottoprodotti.  Da Novembre fino ad Aprile, periodo di raccolta dei circa 200mila quintali stimati per la stagione 2016/2017, il settore agrumario calabrese subirà l’assalto del mercato, le richieste italiane ed internazionali superano l’offerta. Solo l’olio essenziale, come il succo naturale, sarà venduto come ogni anno entro un mese dalla realizzazione. Qualche margine temporale in più è concesso al succo concentrato.

Il bergamotto è la base per molti profumi , l’olio essenziale estratto dalla buccia per il 90 % sarà distribuito a Parigi e New York. Questo monopolio, dell’olio essenziale in effetti non ha prodotto alcuna ricchezza per i calabresi poiché la contraffazione e l’adulterazione del prodotto è imperante. Il resto dell’agrume sarà trasformato in succo, prezioso elemento per la salute dopo le ricerche del dell’Università della Calabria, gli atenei di Magna Grecia, Parma, Messina e Roma Tor Vergata hanno stabilito che il bergamotto è la medicina del cuore, capace di combattere il colesterolo cattivo e per ora rimane in mano ai calabresi. Ne giovano di questa nuova situazione oltre che il mondo agricolo, anche quello industriale e commerciale, mai come col sottoprodotto del  bergamotto, la Calabria ha saputo trattenere in loco la ricchezza prodotta, al contrario quindi, dell’olio essenziale che viene immesso nel mercato finale da soggetti spesso stranieri, sono molti i brand locali per i sottoprodotti del bergamotto.

Il bergamotto, dunque, si conferma una vera miniera d’oro per l’area jonico-reggina della Calabria che supera brillantemente la crisi agricola aumentando del 15% il numero di produttori con un aumento consistente di reddito. In totale 1500 gli ettari coltivati. Si stimano circa sei milioni il fatturato complessivo nel periodo 2016/2017

Informazioni da:

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